Sally Can’t Dance (1974)

Registrato: Electric Lady Studios, New York
Prodotto da: Steve Katz e Lou Reed
L
‘acutezza commerciale di Reed e della sua etichetta si spingono, con questo disco, all’estremo. Mentre con l’album precedente era riuscito a dimostrare di saper dare al pubblico ciò che voleva e di saperlo fare bene, questo tentativo risulta più appannato; un album cinico che riduce al comun denominatore ciò che aveva reso “Transformer” e “Rock’n’roll Animal” due enormi successi commerciali, senza però la forza e la convizione di questi lavori. L’uomo che con i Velvet Underground aveva reinventato il lessico della chitarra elettrica si limita, su questo disco, a qualche svogliato accordo di chitarra acustica su “Billy“. Gli arrangiamenti sono a volte eccessivi e stentano a far decollare alcuni pezzi fiacchi (primi fra tutti la bizzarra “Animal Language“). Ma la potente e bellissima “Kill Your Sons“, che giunge direttamente dai dolorosi ricordi delle sedute di elettroshock alle quali Reed fu sottoposto da ragazzo, l’incisività di “Billy” e l’ipnotizzante disfattismo di “Ennui” valgono da sole l’album. Sebbene rinnegato da Lou stesso che dichiarò di essersi limitato a seguire i consigli del produttore Steve Katz, “Sally Can’t Dance” rimane un ottimo album che tra l’altro può vantare due “primati”: è il primo album solista di Reed a non contenere nessuna canzone originariamente registrata con i VU, ed è anche il primo disco registrato negli Stati Uniti. L’album ebbe un grandissimo successo, ma Reed fu molto poco lusinghiero verso la sua opera: «Per”Sally Can’t Dance” non ho fatto che dormire, ho inciso la voce in una sola seduta, venti minuti, e poi addio. Loro mi davano un suggerimento e io rispondevo: Oh, va bene. Non so scrivere canzoni da ballare. Sono venute malissimo, ma stavo cantando la peggior merda del mondo».
1. Ride Sally Ride (4:05)
2. Animal Language (3:03)
3. Baby Face (5:05)
4. N.Y. Stars (3:58)
5. Kill Your Sons (3:38)
6. Ennui (3:42)
7. Sally Can’t Dance (4:10)
8. Billy (5:06)
Durata: 32:58
1. Ride Sally Ride (4:05)
2. Animal Language (3:05)
3. Baby Face (5:05)
4. N.Y. Stars (4:01)
5. Kill Your Sons (3:40)
6. Ennui (3:43)
7. Sally Can’t Dance (4:12)
8. Billy (5:10)
9. Good Taste (Previously unreleased) (3:30) *
10. Sally Can’t Dance (Single version) (2:54) *
(*) Tracce inedite aggiunte nella ristampa.
Durata: 32:58
Lou Reed (Voce, chitarra acustica)
John Faddis, Alex Foster, David Taylor, Trevor Koehler, Lou Marini, Alan Rubin (Sezione Fiati)
Ritchie Dharma, Pentti Glan (Batteria)
Michael Fonfara (Tastiere, coro)
Paul Fleischer (Sax)
Prakash John (Basso)
Danny Weiss (Chitarra)
David Byrd (Design Copertina)
Michael Fonfara e Lou Reed (Arrangiamento fiati)
Bob Ludwig (Supervisore ristampa)
Si dice che, durante l’incisione di questo album, Lou Reed facesse così tanto uso di droghe da essere semplicemente un fantoccio e che avesser partecipato pochissimo alla sua registrazione, limitandosi a cantare quando gli veniva messo il microfono davanti.
Su “Billy” il basso è suonato dall’ex Velvet Underground Doug Yule.
Il retro del CD è un’illustrazione eseguita da René de la Bush su una fotografia scattata da Lou Reed. La persona ritratta è, con ogni probabilità, Rachel, il travestito con cui Reed ha avuto una storia fino al 1977.
I giudizi di Lou sul proprio disco furono spietati: «È fantastico, più faccio schifo, più il disco vende. Se la prossima volta non compaio nemmeno nel disco, probabilmente arrivo al primo posto in classifica».
«Odio quel disco. “Sally Can’t Dance” è noioso. Ti immagini cosa voglia dire aver fatto uscire quella roba a mio nome? Tingermi i capelli di biondo e tutte quelle stronzate? L’hanno voluto loro e io li ho accontentati. “Sally Can’t Dance” è entrato nella Top Ten senza nemmeno un singolo degno di questo nome, e io mi sono detto: Oddio che merdata…Io amo i vecchi dischi dei Velvet. Non mi piacciono i dischi di Lou Reed».